Miscellanea

Lavoratori in quota: chi sono e quali attività  svolgono?

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Quante volte alzando lo sguardo sui palazzi in vetro delle nostre città si sono intravisti operai sospesi a funi intenti a pulire i vetri esterni con abilità da funamboli? Ebbene, esiste più di un’impresa di pulizie, specializzate nella pulizia di vetri e in altri lavori cosiddetti “in quota”, ma come sono regolamentati queste tipologie di lavori e quali capacità sono richieste?

Quali sono i lavori in quota?

Sempre più un maggior numero di imprese di pulizie offrono servizi specializzati, tra cui i lavori in quota come la pulitura dei vetri, la ristrutturazione di facciate e balconi, la potatura di alberi ad alto fusto, la pulizia della canna fumaria e dei pannelli fotovoltaici, che richiedono una formazione specifica dell’operatore.

I lavori in quota e con le funi espongono i lavoratori a rischi seri per la salute e la sicurezza. Stando all’art. 107 del decreto legislativo n. 81 del 2008 si definisce lavoro in quota «l’attività lavorativa che espone il lavoratore a rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile», pertanto le aziende che praticano questa tipologia di attività devono prevedere dei sistemi di sicurezza anti-caduta o di arresto di caduta come descritti dall’art. 115 dello stesso testo legislativo, mentre l’articolo 77 prevede l’obbligo di formazione e addestramento degli operatori.  Lavori in quota sono anche quelli in cui è richiesto l’utilizzo delle funi e delle corde, come quelli impiegati dagli alpinisti.

Le tipologie di lavori in quota più ricorrenti sono:

  • Pulitura dei vetri di grattacieli: i primi lavoratori “acrobati” furono i newyorchesi quando già – a cavallo tra 1800 e 1900 – venivano costruiti i primi “grattacieli” quando gli operari si appoggiavano al cornicione sporgendosi dal davanzale. In seguito furono introdotte le cinghie di cuoio e le corde assicurate in vita e nel 1952 i primi ponteggi. Ma è stato lo skipper genovese Riccardo Iovino a intuire negli anni ’90 che le tecniche utilizzate per lavorare e arrampicarsi sugli alberi delle barche a vela potevano essere adottate anche in edilizia per interventi di vario genere, come la sostituzione di grondaie o l’installazione di canne fumarie, l’applicazione di antipiccioni, interventi di risanamento di terrazzi e cornicioni e anche la pulizia di vetri e pannelli fotovoltaici.

  • Lavori edili: l’edilizia offre diverse occasioni di interventi “aerei” con l’uso di corde come gli interventi di ristrutturazione delle facciate, il restauro di chiese, l’installazione di pannelli fotovoltaici.

  • Potatura di alberi ad alto fusto: la rimozione di rami pericolanti, la potatura di alberi ad alto fusto, gli abbattimenti controllati e i trattamenti antiparassitari spesso richiedono la capacità dell’operatore di effettuare interventi tecnici con le corde e in sospensione.

  • Interventi sui tralicci: spesso la tecnica dell’alpinismo è l’unico modo per effettuare interventi sui tralicci dell’alta tensione, ma è anche uno dei lavori più rischiosi al mondo per le competenze tecniche e pratiche, l’alta specializzazione e le doti fisiche necessarie.

  • Piattaforme offshore: le attività che si svolgono sulle piattaforme di petrolio e gas sono spesso complesse e richiedono la capacità di lavorare in quota e saper utilizzare le corde dai lavori di riparazione alla manutenzione, all’ispezione.

È evidente che per effettuare lavori simili occorre una formazione specifica. Al di là dei rischi, i vantaggi di interventi simili in quota consistono nella riduzione dei tempi di risoluzione e l’abbandono di strutture e ponteggi esterni.